Sofia e le sue “M”: Mamma & Musica

Sofia Cresti, in arte semplicemente Sofia, è una musicista e cantautrice toscana, cresciuta con la passione per la musica e mamma di un bel bambino, Ascanio Leo, che è la sua ragione di vita. Una bella ragazza dagli occhi chiari, che nasconde dietro al suo sorriso, giorni bui, che ha saputo superare solo grazie ad Ascanio e alla musica. Sofia, oggi si racconta presentandoci il suo nuovo singolo che uscirà il 20 di agosto che segna la sua ripartenza come donna e come cantautrice. Il talento e la passione sono come l’amore vero: possono fare lunghi giri, ma prima o poi tornano. Una bella storia la sua, che ci mostra una donna fragile e tenace, che ha saputo ritrovar-si e, forse, diventare migliore.

Sofia ci racconti qualcosa di te?

«Sono nata in un paesino toscano, Sinalunga in provincia di Siena, il 3 novembre dell’83. La mamma racconta, che per farmi stare ferma, mi metteva nel lettone e accendeva la radio. Solo così mi placavo, concedendole tregua. Crescendo, ho sempre avuto il pallino per la musica e quando nel giorno della mia prima Comunione cantai come solista, realizzai quanto fosse importante per me. Fino a quel momento avevo fatto danza, ma a quel punto anche se avevo solo nove anni, scelsi di studiare canto. Ho avuto la fortuna di avere la comprensione della mia famiglia, che mi ha sempre sostenuta. Il canto veniva prima di qualunque altra cosa, regolando le mie giornate. Quando partecipavo ai concorsi, spesso ero la più piccola, ma riuscivo a “rompere” le uova nei panieri a categorie più alte, perché con spontaneità e senza paura, vincevo non solo la mia categoria, ma spesso gli assoluti. Per ricordarne uno su tutti, nel 2001 andai in finale a Castrocaro su Rai 1, avevo solo diciassette anni ed ero la più giovane».

In che modo la musica ha “guidato” le tue scelte?

«Questa passione è cresciuta con me, al punto che è diventata un tutt’uno. Ho scelto il liceo classico ad indirizzo musicale, per approfondire quello che stavo facendo. Ho studiato tutta l’estate per passare la selezione, perché non sapevo fare nulla e non conoscevo neanche il pentagramma. Ho passato le selezioni e scelto il flauto traverso. Mi sono diplomata e ho fatto il Conservatorio a Siena. In seguito, invece di laurearmi al Conservatorio, ho fatto Giurisprudenza, che era uno dei miei pallini. Ho fatto fatica, perché lavoravo e studiavo, ma per carattere, quando comincio, devo portare a termine quello che ho iniziato, per cui non ho avuto scelta. Mi sono laureata, senza smetter di cantare, ho messo su diversi gruppi e tra le tante cose belle di quel periodo, per puro caso, ho anche duettato con Ace degli Skunk Anansie, che adoro».

Una strada che sembrava essere tracciata, nella musica e nell’amore, che invece ti riservato difficoltà che non avevi previsto…

«Conobbi Armando Mango, autore e fratello di Mango, con il quale ho lavorato a diversi brani, scritti da lui per me, ma nonostante imparassi molto da lui, mi sembrava che concretamente non si arrivasse a nulla. Poi mi sono innamorata e sposata: nove mesi dopo è nato Ascanio Leo. La mia vita è cambiata totalmente, una gioia immensa, messa a dura prova da una brutta depressione post partum, che non riuscii a dichiarare neanche a mia mamma e l’abbandono di mio marito. Non stavo bene, soffrivo, senza riuscire a capirne il motivo e come purtroppo succede a tante madri, non sapevo come chiedere aiuto. Io e Ascanio rimanemmo soli e toccai il fondo: a quel punto, l’amore immenso e il senso di responsabilità per lui, mi costrinsero a rialzarmi. A mio figlio devo questa nuova vita, la voglia di tornare a fare musica e il coraggio di raccontarmi».

La scrittura è riparatrice. Lo è stata anche per te?

«Sicuramente, l’amore per mio figlio e la musica, attraverso la scrittura, mi hanno guarita. Ho ricucito strappi profondi che m’impedivano di vivere davvero. Ho cominciato a scrivere e non appena il mio bambino si addormentava, occupavo il tempo che mi restava a raccogliere le idee e affrontare i miei “demoni”. Il pezzo che uscirà il 20 di agosto, Non Arrenderti Mai, è il mio alfa, il mio nuovo inizio. Ho capito che tutto il lavoro fatto con Armando Mango, mi ha insegnato tanto, molto di più di quanto mi fossi resa conto. Ho capito il valore delle pause, dei silenzi, i respiri che un testo deve necessariamente avere. Oggi sono consapevole che, probabilmente, ogni cosa, ogni evento, avesse il suo perché. Guardandomi indietro, ripenso al momento in cui, tradita da quello che credevo essere l’uomo della mia vita, mi sono sentita finita, persa. Sono andata avanti, sono diventata una donna migliore, una persona di cui sono fiera».

Se dovessi definirti come musicista?

«Come gusti musicali spazio moltissimo, ho fatto il Conservatorio e quindi amo anche la musica classica, con il mio gruppo facevo rock, ma ho una vera passione per tutto il cantautorato che ha fatto la storia della musica. Sono empatica e la musica deve potermi emozionare, quando sono io a cantare, ma anche se l’ascolto. A priori non escludo nessun genere, persino il rap, perché credo che sia importante conoscere per poter giudicare. Ho escluso tante cose nella mia vita che oggi non escludo più nulla».

Sofia cosa chiedi alla musica?

«Per me è sempre stata come un tappeto volante, che magicamente mi trasportava ad di là di ogni immaginabile confine. Vorrei chiedere alla musica, di non lasciarmi mai, di farmi sognare e accompagnarmi sulla strada della vita. So che certe cose le posso provare solo così: è mia, è parte di me e rinunciarvi significherebbe perdere qualcosa della mia essenza più profonda».

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...