Smells Like Teen Spirit: La gemma dei Nirvana

Titolo: Smells Like Teen Spirit.
Artista: Nirvana.
Album: Nevermind.
Anno di pubbicazione: 10 settembre 1991

Durante l’ultima puntata del nostro Podcast, che potete riascoltare qui, sono diventati protagonisti dei nostri suggerimenti musicali della settimana, oltre a Elio e le storie tese, i Nirvana. Una settimana fa infatti eravamo qui nella nostra rubrica Vi suggerisco una canzone a parlarvi di The Pretender dei Foo Fighters, che vedono in Dave Grohl il loro leader. Lo stesso ci ha permesso di riallacciarci ai Nirvana, lui che era batterista della band composta poi da Krist Noveselic al basso e Kurt Cobain a chitarra e voce.

Smells Like Teen Spirit è sicuramente la canzone più conosciuta della band, oltre ad essere posta in più classifiche come migliore (o tra le migliori) canzoni rock di sempre. E’ infatti impossibile non aver ascoltato il rif iniziale o il ritornello, piuttosto di una delle strofe guidate da basso, batteria e voce, almeno una volta nella vita. La canzone rappresenta a tutti gli effetti una vera e propria pietra miliare, non solo per la band, e come tutte le gemme che si rispettino, anche questa non è nata con i migliori presupposti da parte degli stessi membri della band, un po’ come Sweet Child O Mine della quale vi abbiamo parlato qualche settimana fa sempre in questa rubrica. Cobain infatti fu il primo a credere nel potenziale del giro di chitarra e del ritornello, tanto da suonarlo assiduamente agli altri due compagni che poi ampliarono la canzone con le loro conoscenze, inserendo così la batteria e il basso in un mosaico perfetto ed iconico. Per Cobain il titolo rappresenta un valore positivo, il profumare come un spirito giovane, suonava come un qualcosa di rivoluzionario, ribelle. Quando però una sua amica scrisse questa frase sul muro di casa del cantante, faceva riferimento al Teen Spirit intendendo un deodorante in voga in quegli anni, cercando di “marchiare” l’amico con una qualche accezione così dispregiativa. Il risultato è che però quella canzone fu sul serio rivoluzionaria per la band, che gettò un nuovo odore nel panorama della musica rock mondiale.

Il testo è la perfetta rappresentazione di una persona annoiata, forse delusa, che vede cose accadere affianco a se. Chiede divertimento ma è fermo nella situazione. L’immagine che personalmente trasporta è quella di giovani ragazzi al termine di una serata allegra che magari pensano alla loro vita. Il brano però ci regala alcune frasi ad effetto e un ritornello iconico. “E’ divertente perdere e fingere“, questa frase buttata lì ad inizio testo sa di grande verità. In molti dopo che perdiamo, in qualsiasi ambito della vita, fingiamo e raccontiamo bugie per nascondere un nostro insuccesso. “Con le luci spente, è meno pericoloso. Eccoci qui, intratteneteci! Mi sento stupido e contagioso. Eccoci qui, intratteneteci…Un mulatto, un albino, una zanzara, la mia libido” ripensando a quella immagine, a fine serata ecco gli ultimi sopravvissuti, che si sentono stupidi e contagiosi ma che vogliono ancora intrattenimento, magari perché loro sono esausti per metterlo in scena. Altra verità sconfortante quando Cobain canta “Sono peggio in quello che so fare meglio, e per questo dono mi sento benedetto” Sensazione che in molti possono provare, e la leggerezza con la quale viene cantata ed arriva al destinatario fa venire la pelle d’oca. Nuovo rimando all’amicizia, legame fondamentale: “Il nostro piccolo gruppo c’è sempre stato e ci sarà sempre fino alla fine“. Altro giro di ritornello seguito da assolo, per poi prepararsi all’ultima strofa con ultimo giro. In tutto ciò non passano inosservati durante tutta la canzone i “Hello, Hello, Hello, Hello, How Low“, ovvero un gioco sulle assonanze delle parole per passare da un “Ciao” ad un “Quanto giù?” come a far trapelare uno stato d’animo non dei migliori, e diverso da un più comune “What’s Up”, che da noi corrisponde ad un “Come va?” ma nel testo straniero invece mette in mostra questa contraddizione tra il Low di Cobain ed un più consueto Up. L’ultima strofa mette in scena il disordine, ma allo stesso tempo chiude con il “nervermind” una non volontà neanche di discutere, cercare un senso o dare spiegazioni a tutto ciò: “E dimentico solo perché assaggio… Oh sì, immagino che mi faccia sorridere. L’ho trovato difficile, difficile da trovare, Oh be ‘, come vuoi, non fa niente.“. Forse però il “Denaial” finale ripetuto più volte come elemento di chiusura rimanda a l’essere una negazione, un rifiuto, sentimento tipico di chi odora da spirito giovanile. Senza tanti altri tentativi di spiegazioni, nevermind, vi lasciamo al video e al testo in lingua originale di un pezzo di storia. Buon ascolto!

Load up on guns, bring your friends
It’s fun to lose and to pretend
She’s over-bored and self-assured
Oh no, I know a dirty wordHello, hello, hello, how low
Hello, hello, hello, how low
Hello, hello, hello, how low
Hello, hello, helloWith the lights out, it’s less dangerous
Here we are now, entertain us
I feel stupid and contagious
Here we are now, entertain us
A mulatto, an albino, a mosquito, my libido
Yeah, heyI’m worse at what I do best
And for this gift I feel blessed
Our little group has always been
And always will until the endHello, hello, hello, how low
Hello, hello, hello, how low
Hello, hello, hello, how low
Hello, hello, helloWith the lights out, it’s less dangerous
Here we are now, entertain us
I feel stupid and contagious
Here we are now, entertain us
A mulatto, an albino, a mosquito, my libido
Yeah, heyAnd I forget just why I taste
Oh yeah, I guess it makes me smile
I found it hard, was hard to find
Oh well, whatever, never mindHello, hello, hello, how low
Hello, hello, hello, how low
Hello, hello, hello, how low
Hello, hello, helloWith the lights out, it’s less dangerous
Here we are now, entertain us
I feel stupid and contagious
Here we are now, entertain us
A mulatto, an albino, a mosquito, my libido
A denial, a denial, a denial, a denial, a denial
A denial, a denial, a denial, a denial

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