L’intervista a Riccardo Fusco, l’autore di “Viole e Violenze”

Durante la nona puntata del nostro Podcast (che potete riascoltare qui) abbiamo avuto il piacere di ospitare Riccardo Fusco, autore di Viole e Violenze, un libro di poesie edito da Bertoni editore e disponibile dal 31 marzo scorso. Di seguito un estratto della chiacchierata con l’autore giunto alla sua terza opera.

Ciao Riccardo, è un piacere averti come nostro ospite! Inizierei chiedendoti della frase sulla quarta di copertina: “saltiamo i pranzi per naufragare nelle cene, ma quando vogliamo siamo capaci di volerci bene“. Come mai proprio questa frase?

La frase che ho utilizzato, è l’ultima strofa di una poesia che richiama all’opera d’arte che ho utilizzato per la copertina. È una riflessione principalmente, un richiamo, è quella un po’ più diretta rispetto ad altre frasi che forse risulterebbero abbastanza ermetiche. Questa credo che sia una frase in cui io mi riconosco e rispecchio moltissimo e in cui penso che tutti abbiamo una sorta di riflesso in questa osservazione“.

In un libro di poesie non si può non dare peso alle parole. In quest’ottica, che significato ha il titolo “Viole e violenze”?

‘Viole e violenze’ era il primo verso di una poesia che stavo scrivendo e che avevo in mente da tempo. Mi aveva colpito questa assonanza tra le due parole. Successivamente, è diventato il titolo, mi è arrivato come una fitta. Io credo molto nella poesia che vive di equilibri, tra la volontà di dimenticare e il desiderio di ricordare. Questo equilibrio lo gioco molto sull’assonanza tra le parole, di come una N, una Z e una E, possano in qualche modo catapultare il significato in un mondo opposto. Questo equilibrio però può essere un filo di seta, un ponte d’acciaio o può anche non esistere“.

Il libro è una raccolta di poesie, ma quali temi possiamo trovare all’interno?

Io credo che ogni singolo verso, di ogni singola poesia, anche se non mi riguarda personalmente, sia frutto di un’esperienza vissuta e personale quando la si scrive. Come se quell’esperienza appartenesse al proprio intimo, anche se viene dall’esterno. In questo libro c’è molto di me, delle mie passioni e dell’amore. Affronto tantissime tematiche e tutte sono delle mie autobiografie, perché comunque le ho scritte io e le sento mie. Fa tutto parte di me

In un contesto italiano, dove il trash domina nelle nostre televisioni, dove possiamo collocare un libro come “Viole e violenze”?

Questa è una domanda molto provocatoria. Per chi come me ha iniziato a scrivere senza volerlo è molto complicato rispondere… io potevo fare qualsiasi altra cosa, ma la cosa più spontanea che potessi fare era scrivere. La poesia mi ha completamente assalito. Io non scrivo per pubblicare un libro, le mie poesie nascono semplicemente da sole e solo in seguito ti rendi conto che hai tra le mani un libro. Collocare la poesia è difficile. L’arte è universale, e collocare l’arte non ha senso, qualsiasi cosa è è arte“.

Cosa consigli a chi vuole intraprendere questo mestiere?

La cosa che consiglio a tutti, anche se in realtà non è un consiglio: a prescindere dalla scrittura fate quello che vi fa stare bene. Perché con il passare degli anni questo non vi peserà“.

Per seguire l’intervista completa vi rimandiamo al nostro podcast (che potete ri-ascoltare qui)

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